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Anna Salvati

Eolo e loltre dei venti

Anna Salvati
Eolo e l'oltre dei venti
Olio su tela, 80 cm x 100 cm
2013
 

BIOGRAFIA

Anna Salvati

Nata a  Bellegra ( Roma ) il 1° luglio 1948. Vive e lavora a Roma. 

Pittrice, poetessa, grafico, incisore, scultrice. Diplomata alla scuola d’ Arte A. Diaz, allieva del pittore Gastone Biggi, Accademica Tiberina, Accademica Onoraria dell’Aclea, Accademica  Greci Marino del Verbano, Accademica benemerita dell’ Arte Italiana per il Mondo, Cittadina Onoraria di Poggio Nativo ( Rieti ), Presidente e Direttore Artistico dell’ Associazione d’ Arte e Cultura “Interteam Club “ (www.interteam.it). Presidente dell’Associazione Urbis et Artis”.

Fonda, insieme ad altre sette persone, il Movimento Internazionale d’Arte e Cultura "Donna Agrà", con Sante Monachesi, come si evince dal 1° Manifesto Donna Agrà, il Manifesto della "Verità- poetica", del 21 maggio 1982. Fondatrice del Movimento Artistico e Culturale denominato "Affabulazione & Affabulanti" il 23 giugno 2006 firmandone il Manifesto programmatico. Fa parte del Movimento Culturale “Cento e piu’ artisti uniti per il Mondo”, 2008. Firma il Manifesto del Neo Alluminismo a Siena il 6 agosto 2010. In data 2 giugno 2011 è insignita della distinzione onorifica di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. In data Aprile 2014, Premio “Carlo Riccardi”, In data Maggio 2014 Premio Internazionale San Francesco.

Giuseppe Toscano

Ri-contaminazione

Giuseppe Toscano
Ri-Contaminazione
Solvent Transfer, Encausto, Strappo si tela, 102 cm x 80 cm
2012

 

BIOGRAFIA

Giuseppe Toscano

Giuseppe Toscano (Sant’Anastasia, 4 giugno 1959) figlio d’arte, è un Interior Designer e artista visivo Italiano, diplomato all’Istituto d’Arte Statale A. Baboto di Priverno (LT). A contatto con il padre scultore apprende tutte le tecniche di lavorazione di metalli. Successivamente lavora in alcune botteghe artigiane dove si specializza nella lavorazione del vetro e nel 1985 a Roma partecipa al progetto: “Arredare con il vetro”, perfezionando la tecnica della legatura a piombo, della fusione e della soffiatura. Nell’anno 1989, contaminato da amici ceramisti, comincia ad interessarsi alla lavorazione dell’argilla, con importanti e felici esiti nel campo della ceramica Rakù. Dal 1998 al 2002 svolge attività didattica rivolta alla conoscenza e all’apprendimento della ceramica RAKU, sia nella scuola pubblica che privata. L’esperienza di tecniche alquanto varie, lo porterà presto a realizzare opere complesse, utilizzando materiali di natura diversa. Materie naturali come legni, i metalli, le argille, vanno ad interagire con altre più tecnologiche, come il vetro, i neon, materiali plastici, acrilici e fibre ottiche. Dal 2002 il perno principale della sua ricerca artistica è la figura femminile che viene messa a fuoco nella sua più profonda e misteriosa entità, con l’utilizzo di tecniche artistiche come l’affresco a strappo fissato ad encausto e con materiali eterogenei.

Roberto Tigelli

Nella luce 15

Roberto Tigelli
Nella luce 15
Tecnica mista su tela, 100 cm x 100 cm
2013
 

BIOGRAFIA

Roberto Tigelli

Nato a Trieste nel 1950, ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte della proprio città sotto la guida di Miela Reina e Dino Predonzani. Successivamente ha completato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia con i maestri Bruno Saetti e Carmelo Zotti. 

Nel 1976 studia a Parigi e allestisce una personale presso la Camera di Commercio Italiana della capitale francese con il patrocinio del Console Generale d’Italia.
La sua vicenda artistica nasce e si sviluppa tra Trieste e Milano nell’arco di tempo che va dalla fine degli anni Sessanta al 1980 nel cui ambito è attivo in relazione al dibattito artistico contemporaneo. Dai primi anni Settanta espone in Italia e all’estero in prestigiose gallerie private e sedi pubbliche, ottenendo fin da giovanissimo importanti riconoscimenti e il consenso della critica specializzata. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta è presente in varie importanti rassegne artistiche nazionali e internazionali.
Dal 2001 promuove dibattiti e incontri sul tema dell’evoluzione della luce, come essenza dell’interiorità dell’uomo.
Vive ed opera tra Trieste, Milano e Roma.

La sua prima esposizione risale al 1973 e da allora ad oggi si sono susseguite numerossissime personali e collettive in gallerie e musei in Italia e all’estero. 

Nel 1975 viene invitato al premio nazionale “Sant’Ambroeus” di Milano. Sempre negli anni ‘ottanta/’novanta è invitato a varie rassegne tra cui le più significative: Chambre de Commerce Italienne(Paris, France), Bruxelles Maison de la culture et Centre des Congres (Bruxelles, Belgium), National museum of the Technical Science and Science of the Earth (Milan, Italy), Foundation Anna Pane (Rome, Italy), Prize “SALVI” Palazzo Oliva (Sasso Ferrato, Italy), Musee Marseille de la Vielle Charitè (Marseille, France), Basel Art 78 (Basel, Switzerland), Biennale di La Spezia (La Spezia, Italy), Art Museum Agrigento (Sicily, Italy), Stockholm Post Museum Wardsugdomsaret (Stockholm, Sverige), Villa Pisani XLVI Biennale d’Art International of Venice “Memorie e Attese 1895/1995” (Venice, Italy), Angelicum Tynant and artists (Milan, Italy), Budapest (Hungary)-Muzeum Budapest Petrofi Iroldalm ”Goldoni su carta”, Dubrovnik (Croatia) Muzejsko Gallery Center, New York City (USA), London (GB) Smith’s Gallery “Cinderella’s Revenge”, Toronto (CAN) Del Bello Gallery- International Exhibition, Lugano (CH), Museum Clermont -Ferrand (F), Museum del Fad Barcelona (E), “TY NANT” London (GB), OMAGGIO A PIERPAOLO PASOLINI - Marina di Massa - Atelier Mostre (I), Mostra personale al museo Ugo Guidi “CONTAMINAZIONE DI SENTIERI “ -Marina di Massa-Forte dei Marmi Atelier (I) 2008, Mostra personale al Museo d’arte contemporanea Ugo Carà- Muggia (I) 2008, Mostra personale presso la galleria TRART – Trieste (I), Esposizione nelle sale del Chateau d’Auvers-sur-Oise (F) 2009, ARTGalleria Personal exhibition Bruxelles(B) 2009, “Maestri del paesaggio protagonisti del Novecento in F.V.G.”Palazzo de Nordis, Cividale del Friuli (I) 2010, “Proposte contemporanee per collezionisti in erba ”Museo civico Palazzo Gottifredo di Alatri (I) 2010, Partecipazione alla mostra internazionale collettiva di Arti Visive “SGUARDO SULLA REALTà E OLTRE”, S. Andrea al Quirinale, Roma 2010 (I), “Trasversalità- arte triestina a Salisburgo”, Municipio di Salisburgo, Salisburgo 2010 (A), Invitato dal Prof. Vittorio Sgarbi, su segnalazione del prof. Giorgio di Genova alla 54.BIENNALE D’ARTE INTERNAZIONALE DI VENEZIA "Lo stato dell’arte"-F.V.G.; ”Premio arte Rugabella 2011”, Villa Roscioni -Castano Primo (MI) “I maestri del Novecento in F.V.G.” Palazzo de Nordis, Cividale del Friuli 2011 (I), "ALLELUIA", 10a mostra internazionale di arte sacra-Sesto al Reghena 2011 (I), ”Casa Comune della Cultura Europea”, Manzano-Antico Foledor 2011 (I), "7° Simposio Internazionale d’arte" Rodi Garganico 2011 (I), "PIù O MENO POSITIVI HIV", Collettiva d’arte itinerante , Trieste 1-3 dicembre 2011 (I-SI-CRO-BIH) SESTA TRIENNALE D’ARTE SACRA CONTEMPORANEA-PREMIO PAOLO VI 2012, Arcidiocesi di Lecce 2012 (I) "Personale Roberto Tigelli" Salone del ’400, Pontremoli- in contamporanea al 60° Premio Bancarella 2012 (I) Curatore prof. Giammarco Puntelli. “Mittelart” presso il Museo d’arte contemporanea Ugo Carà di Muggia (I); “Italians do it better (?)” presso il Latino Art Museum, Pomona, Los Angeles (U.S.A.); 2012 “Manifesto ufficiale Spoleto Festivalart 2013”, Spoleto, 1gennaio-31 dicembre 2013; “La grande onda” Museo del mare GALATA di Genova, 12-17 gennaio 2013 “Evento personale Roberto Tigelli”, Spoletointernational Art Fair 2013, Battistero della Manna d’Oro-Piazza del Duomo, Spoleto, 27 aprile-19 maggio 2013, “Internazionale Italia Arte ” Museo MIIT-Torino, maggio 2013, “Internazionale Italia Arte 2013” KUNSTLERFORUM MUSEUM - BONN 12 maggio-9 giugno 2013, “Neoluce e Rievoluzione-Movimento”, Palazzo Leti-Sansi, Spoleto, 29 giugno-14 luglio 2013, curatore prof. Giammarco Puntelli; “Aspettando la Biennale”, Pinacoteca Comunale Assisi-Assisi, 6-14 luglio 2013 “Manifesto ufficiale Premio internazionale Spoletofestivalart 2013”, Palazzo Leti-Sansi 12 luglio 2013 “Neoluce e Rievoluzione” , Galleria Pizzo- 59esima edizione Premio di pittura “Città di Pizzo-Diana Musolino” , 27 luglio 2013 curatore prof. Giammarco Puntelli; “Echinvalle 1^ Biennale internazionale di pittura dedicata alla montagna”, Museo d’arte moderna “Enrico de Cillia”, Treppo Carnico, 3 agosto- 1 settembre 2013; “Manifesto ufficiale Spoleto International Art Expo 2013”, Chiostro di S. Nicolò e altre dimore storiche, Spoleto, 27-30 settembre 2013.

Nello Taverna

                                                             Corpo e anima  Corpo e anima

  Nello Taverna
Corpo e Anima
Mista su Juta, 60 cm x 60 cm / 60 cm x 60 cm
2011

 

BIOGRAFIA

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Nello Cornelio Taverna nasce a San Giorgio di Nogaro (UD) nel 1950. Inizia a dipingere giovanissimo ed espone già alla fine degli anni ’60. Al suo lavoro si sono interessati autorevoli critici in giornali, riviste, cataloghi d’arte, trasmissioni televisive. Ha esposto in tutta Italia e all’estero, in gallerie, Musei e Sale espositive pubbliche e private. E’ presente in vari cataloghi d’arte della Mondadori, De Agostini e altre case editrici. La sua opera è conosciuta a livello internazionale. Abbandona la pittura di maniera, gli anni ’80 lo vedono immerso in una sperimentazione di forme e materiali diversi quali: terra, sabbia, sale, cera, cenere e ceramica. Verso la fine degli anni ’80 il suo lavoro si concentra sulla ricerca dell’energia e dell’armonia dei movimenti dell’acqua, della sabbia e del vento. In quel periodo ha inizio un’attivita collaborazione con importanti Gallerie italiane e la diffusione nel mondo di affiches delle sue opere con le “Arti Grafiche Ricordi”.

Nel 1998 l’incontro in Toscana con il gallerista Tiziano Forni di Bologna segna un sodalizio professionale di fiducia che lo porta ad esporre in molte città italiane.

Antonio Sofianopulo

Passaggi obbligati

Antonio Sofianopulo
Passaggi Obbligati
Olio su tela, 150 cm x 77 cm
1992

 

BIOGRAFIA

Antonio Sofianopulo

Nato a Trieste nel 1955. Vive e lavora a Trieste. I suoi lavori partono da squarci, sensazioni di vita vissuta, interni o paesaggi evidentemente ispirati dalla costieta triestina dove l'artista risiede, riprodotti con il filtro di una sottile vena ironica. Sono inquadrature che paiono tratte dalla dimensione del sogno, in cui le prospettive si pongono dolcemente falsate, e assistiamo spesso a una visione dall'alto degli eventi. L'atemporalità, il distacco dalla contingenza, sono dimensione necessaria per cogliere il senso di un'inquietudine profondamente contemporanea.

Maria Carla Prevedello

Esperar

Maria Carla Prevedello
Esperar
Olio su tavola e oro zecchino, 90 cm x 140 cm
2004

 

 Dialoghi Silenziosi

Maria Carla Prevedello
Dialoghi silenziosi
Olio su tavola e oro zecchino, 51 cm x 71 cm
2005

 

BIOGRAFIA

Maria Carla Prevedello

Maria Carla Prevedello nasce nel 1955 a Crespano del Grappa (TV). All’età di quattordici anni è già protagonista di una propria mostra personale dal titolo: “Il diluvio universale”. Negli anni Ottanta raggiunge il livello espressivo desiderato, ma l’incontro con il Prof. re B. Bedi e la Filosofia Acquariana hanno rappresentato per lei una determinante rivoluzione artistica. Da quel momento l’anima dell’autrice si apre alla pittura psichica. Determinante fu anche l’incontro con Marilisa Marchiorello con la conseguente collaborazione presso il Teatro “Sofocle”, Acquariano e Lei fondato su indicazione del filosofo B. Bedi. Furono otto anni di ricerca intensa nelle tematiche affrontate dalla filosofia acquariana rivelando ancor oggi  fonte e stimolo di creatività. Ogni dipinto dell’artista Maria Carla Prevedello è un viaggio alla ricerca dell’armonia. Contemporaneamente frequenta lezioni di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida del Prof. Soccol, e affianca negli anni ’90 scenografi e registi di fama internazionale come: Olmi e Fellini. Negli anni novanta entra difatti in “Ipotesi Cinema” dove  segue gli insegnamenti del regista Ermanno Olmi nell’uso della moviola, nella stesura di sceneggiature, nella scelta degli attori e nei progetti di cortometraggi per la RAI. In questa atmosfera assiste alla realizzazione dei capolavori di Olmi come: “Lunga vita alla signora” (Leone d’Argento al Festival di Venezia 1965) e “La leggenda del santo bevitore” (Leone d’oro al Festival di Venezia 1988). La sensibilità artistica di Olmi ha influito profondamente nella pittura dell’artista. L’incontro con Federico Fellini è stato oltremodo determinante nell’orientare le forme e i colori della pittura della Prevedello nel rispetto della propria originalità. Con il gesuita Angelo Arpa, Padre spirituale di Fellini, ha tradotto le tematiche di questo grande regista in studi e conferenze.  Nel 1989 principia studi di iconografia bizantina nei monasteri della scuola dell’iconografo italiano Giovanni Mezzalira e dell’iconografo russo A. Stal’nov di San Pietroburgo, passando dalla pennellessa ai pennelli 003. Da questo momento l’oro, simbolo della totale com-passione, quindi del sacro e dell’immortalità, entra nelle opere dell’autrice per sempre. Nel 2000 si impegna in un master, organizzato dalla CEI, in collaborazione con l’Università di Architettura di Venezia e l’Accademia delle Belle Arti di Brera, che trattava l’argomento: “Il progetto architettonico e artistico al servizio della liturgia”. Dopo mesi di studio, il lavoro si è concluso con l’accettazione di un progetto Di Maria Carla Prevedello e concernente il restauro della Chiesa di San Giuseppe a Trento, realizzando bassorilievi raffiguranti la storia della salvezza. Durante il proprio percorso artistico l’autrice, oltre ad essersi avvicinata all’arte informale grazie alla conoscenza del libro di W. Kandinskij: “Il cavaliere azzurro” riversando così, la conoscenza acquisita nelle opere e raggiungendo massimi livelli espressivi d’arte informale alla fine degli anni ‘80, pubblica testi di ricerca artistica, architettura e poesia. A 25 anni presenta il primo libro: “Alla ricerca del Sacro Graal”, un testo teatrale in poesia e nel 1990 esce il libro di poesie sempre elaborato da lei: “Il sorriso dell’universo” Edizioni Piemme, che le elargiscono il primo premio con Medaglia d’Oro dall’Accademia d’Arte Moderna di Roma. Ha esposto in gallerie e musei in Italia, Europa, Stati Uniti e in Australia. Nel 2012 ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia. 2013 si aggiudica il primo posto al: “Golden Brush Award 2013” in Sharjha-Dubai, Emirati Arabi e sempre nel 2013 è stata selezionata tra i 20 migliori artisti italiani per partecipare all’Esposizione Internazionale negli Emirati Arabi: “Italian Festival Week- Artisti in Viaggio”. 

Lucillo Giovanni Santesso

Mai pi

Lucillo Giovanni Santesso
Mai più
Digital Art, Stampa digitale su tela 87 cm x 87 cm
2014

 

 Un mare di emozioni nelleco di un pensiero opera unica

Lucillo Giovanni Santesso
Un mare di emozioni nell'eco di un pensiero
Digital Art, Stampa digitale su tela 48 cm x 150 cm
2014

 

BIOGRAFIA

Lucillo Santesso

Santesso Lucillo Giovanni è nato a Portogruaro (VE) il 29 agosto del 1961, la sua città è anche chiamata "la piccola Venezia" perchè circondata da fiumi e corsi d'acqua e l'inconfondibile armonia dello stile 

Veneziano nei suoi edifici crescendo ha scoperto che dipingere è una forma di espressione. 

Interiore profonda come il ridere o il piangere... Dove si manifestano intimi istanti di vita arrivando ad  illuminare la tela con le proprie emozioni... Le tele divengono diari di bordo dove appuntare esperienze di viaggi fatti per lavoro o per piacere... Santesso ha conosciuto popoli che parlavano lingue che 

Non capiva... Ha imparato a convivere con le diversità sociali... Ma ha sempre trovato un’uguaglianza nella semplicità dell'animo... Così il sorriso in un saluto... Il pianto nel dispiacere.

Tutti noi abbiamo in comune la luce dell'esistenza... Noi siamo emozioni irripetibili... Noi siamo la consapevolezza della vita nell'universo che si fonde con i colori della luce di un unico quadro dipinto da Dio qualsiasi esso sia.

Attualmente lavora presso la GraphiStudio S.P.A come designer.

Rene' Rijnink

Baby soldiers

Rene' Rijnink
Baby Soldiers
Acrilico su tela, 120 cm x 100 cm
2014

 

BIOGRAFIA

Ren Rijnink

 Io Rene' Rijnink, pittore e incisore, sono nato ad Amsterdan nel 1949 e ho frequentato l'Accademia dell'Aja con maestri come Nol Kroes en Jan Sierhuis. Dopo molteplici esperienze, spinto della ricerca di una vita genuina, ho scelto di fermarmi a vivere in Sardegna e qui tuttora continuo le mie ricerche e il perfezionamento del mio stile pittorico, anche se una flebo (della lunghezza dell'Europa) mi collega ancora al mio nord dove espongono regolarmente. "Per obbedire ad necessità interiore, la scelta dei mezzi espressivi non può essere che ampia e libera", e ciò mi ha condotto a fare esperienze in vari campi dell'arte e così ho al mio attivo la realizzazione di pale d'altare e di murales, l'allestimento di scenografie teatrali, l'illustrazione di copertine di libri e di sichi, ho insegnato restauro, disegno e pittura, e ho presentato le mie opere in numerose mostre in Italia e all'estero. Nel '95 ho vinto il Premio Internazionale "San Valentino" a Terni. I miei quadri sono esposti in modo permanente in gallerie d'arte di Amsterdam, Anversa, New York, Pistoia e Cagliari.

Scrive di me la dott.ssa Isabella Convertino: " La pittura di René diventa un luogo scenografico e teatrale, dove la forza creativa del suo essere, è così potente da deformare la forma e trasformare la realtà in una sorta di palcoscenico sognante, intenso e pur vero. Lo stile di René deriva da grandi lezioni di vita e culture artistiche notevoli, come quella del surrealismo vero di stampo tedesco, del neocubismo, del simbolismo olandese e internazionale.".

Sulle punte delle mie dita avverto il grande desiderio di dipingere, dipingere, dipingere sino a che la luce e il sole inonderanno le mie tele.

Luigina Mazzocca

Albero 13

Luigina Mazzocca
Albero 13
Mista tessuti resina, ferro zincato, 156 cm x 95 cm x 5 cm
2014

 

 Albero 26

Luigina Mazzocca
Albero 26
Mista tessuti resina, ferro zincato, 36 cm x 18 cm x 3 cm
2014

 

BIOGRAFIA

Luigina Mazzocca

Nata nel 1963, vive e lavora a Castelfranco Veneto (TV).  Mazzocca&Pony (Luigina Mazzocca)

Studia all’Istituto d’Arte di Nove (VI), sezione ceramica.

È titolare per sette anni, di un laboratorio di ceramica artistica. Successivamente entra nel campo del restauro, in particolare di affreschi, operando in strutture ecclesiastiche e private. 

Lavora inoltre sia come decoratrice, sia nella progettazione d’interni e contemporaneamente tiene corsi di disegno e pittura.

Nel 2005 fonda la Castellano Arte Contemporanea: uno spazio per nuove proposte artistiche.

Da promotrice, il 2 marzo 2011 firma il manifesto “ND” (Nostra Dialettica: dialettica delle emozioni per l’arte come bellezza), assieme ad altri sei artisti emergenti : Azzali, Longo, Settin, Gazzola, Casellato, Fiorin. Nel 2013 il gruppo si scioglie ma lei continua la sua ricerca e sperimentazione che inneggia alla Bellezza. L’artista sostiene che la Bellezza sia un’arma potente per combattere la crisi non solo materiale ma culturale e umana che ha avvolto e intrappolato tutto l’essere umano. Dal 1999, anno della sua prima mostra personale, sono numerose le sue presenze in Italia e in Europa.

Giorgio Eros Morandini

Cubo

Giorgio Eros Morandini
Cubo
Marmo nero del Beglio, 100 cm x 100 cm
2014

 

BIOGRAFIA

Giorgio Eros Morandini

Nato a Mortegliano (Udine) nel 1959. Fin da ragazzo a stretto contatto con la pietra, materia che impara subito a conoscere e lavorare. Ha frequentato i corsi di storia dell'arte contemporanea, disegno e ceramica presso la Scuola d'Arte e Mestieri Giovanni da Udine.

Tra il 1996 e il 1997 sono proficui gli incontri con i maestri: Franco Meneguzzo (essenzialità della forma e lavorazione dei materiali), Giancarlo Sangregorio (combinazione dei materiali), Janez Lenassi (pietra come organismo vivo), Kengiro Azuma(rapporto forma-ambiente).

Dal 1998 è direttore dei corsi di scultura presso la Cave di Marmo d'Arzo (Svizzera Italiana).

Vive a Villanova di San Daniele (Udine), in via Fratelli Pischiutta, 120.

Vicenzo Vavuso

Il tallone di Achille

Vicenzo Vavuso
Il Tallone d'Achille
Pittoscultura olio su tavola con applicazioni 105 cm x 150 cm x 22 cm
2014

 

BIOGRAFIA

Vincenzo Vavuso

Vincenzo Vavuso nasce a Caserta il 22 ottobre 1972 e fin da piccolo si lascia coinvolgere dalla passione per le arti figurative. Completa gli studi nella sua città natia e alla fine degli anni ’90 si reca a Salerno, dove, anche grazie allo stimolo di un paesaggio unico, progressivamente, dà inizio al suo cammino artistico. Molte sono le città in cui sono state esposte le sue opere in mostre personali: Salerno, Roma, Firenze, Udine, Maiori (Sa), Napoli, Palermo, Dubai. L’ultima performance: “Rabbia e Silenzio” è una mostra d’arte visiva itinerante, già presentata nel periodo di settembre/ottobre 2013 alla Pinacoteca Provinciale di Salerno, successivamente è stata ospitata alla Galleria d’Arte Contemporanea “RossoCinabro” di Roma, dal 7 ottobre 2013 al 27 gennaio 2014 e toccherà molte altre città italiane ed estere. Lo stesso evento nel mese di aprile 2014 verrà patrocinato e presentato nel Comune di Sanremo, mentre nel mese si dicembre sarà ospitato presso il Museo di Rocca Flea di Gualdo Tadino e nel maggio 2015 sarà la volta del Museo d’Arte Contemporanea di Miami. Molte sono le sedi che ospitano permanentemente le sue opere. La Basilica di San Marco Firenze ha acquisito l’opera titolata: Alieno (olio su tela), mentre il Museo di Villa Bruno in San Giorgio a Cremano (Na) detiene l’opera titolata: Fiore mediterraneo (olio su tavola), come l’Ente Istituzionale del Ministero della Difesa è proprietario dell’opera: Sarno (olio su tela), infine la Galleria “Rosso Cinabro” vanta tra la sua collezione di opere la cromoscultura Saper Vedere. L’artista Vincenzo Vavuso non ha organizzato solo mostre personali, ma è stato ospitato in varie collettive e concorsi artistici, ottenendo significativi riconoscimenti, tra cui: medaglia d’argento a La Pergola Arte (Firenze 2010), con l’opera Tempesta; medaglia d’oro al concorso Lilly Brogi (Firenze 2011) per l’opera Tempesta nel cosmo; medaglia d’argento al Concorso Internazionale L’ecologia e l’ambiente 2011 con l’opera Cantiere in disuso e nel 2012 con l’opera Distruzione. Ha pubblicato due volumi d’arte: “La pittura: l’espressione di noi stessi” (edito da Terra del Sole, 2011) e “Rabbia e Silenzio (edito da Cervino Edizioni, 2014) che teorizza l’ultimo ciclo produttivo dell’artista e le ragioni dello stesso progetto, si tratta di un volume d’arte con riferimenti concettuali dell’artista. Il nome di Vincenzo Vavuso è presente in diversi cataloghi ed Enciclopedie d’Arte, tra i quali Enciclopedia Mondadori, La via italiana all’informale, e su cataloghi e riviste di settore come: Effetto Arte, Urbis et Artis, Elite 2014 di Artitalia “Artista Selezionato”. Le sue opere sono presenti in Amsterdam Gallery, Saatchi online, Orler Lab e Commanducci Arte.

Fulvio Masciangioli

Cattedrale II

Fulvio Masciangioli
Cattedrale II
Mista con finitura ad olio su tela, 120 cm x 100 cm
1993

 

BIOGRAFIA

Fulvio Masciangioli

 Fulvio Masciangioli nasce a Sulmona il 03/02/1935 da una famiglia di artisti di nobile origine. Il nonno marterno Alfonso Rossetti importante pittore, allievo e collaboratore di Francesco Paolo Michetti e di Teofilo Patini, è stato il fondatore del locale Istituto d'Arte dei fratelli: Mario anche lui pittore, Aldo giornalista e scrittore di saggistica e Bruno autore di soggetti cinematografici e di raccolte di poesie.

Iniziati i primi studi artistici a Sulmona, al termine degli stessi si trasferisce a Roma completando la sua formazione artistica con maestri come: Alberto Zivieri, Pericle Fazzini, Cipriano Efisio Oppo e Giovanni Consolazione. 

In seguito esplica l'attività di restauratore di dipinti antichi per oltre 15 anni per numerosi antiquari, privati ed enti pubblici.

Contemporaneamente a questa attività partecipa nel 1963, risultandone vincitore, al concorso per l'insegnamento delle tecniche pittoriche negli Istituti d'Arte ottendendo la cattedra preso l'Istituo d'Arte di Forlì.

Successivamente vince anche il concorso per la progettazione della pittura e relativa direzione dei laboratori, coseguend anche l'idoneità per l'insegnamento del disegno dal vero.

Fino al 1973 insegna presso l'Istituo d'Arte di Proverno.

Trasferito in seguito l'Istituto d'Arte prima di Anzio e poi di Roma ne ricopre la Cattedra di Disegno e Pittura fino al 1996.

Da tale data per oltre 10 anni è titolare della cattedra per il disegno nella sezione di restauro dei dipinti antichi presso l'Accademia delle arti e delle nuove tecnologie in Roma fino al 2003, anno in cui termina la sua attività di insegnante pur continuando la sua attività artistica, partecipando altresì a dibattiti e conferenze, che gli hanno consentito di interpretare e seguire i mutamenti e le evoluzioni delle varie correnti artistiche.

Nel tempo èartecipa a numerose mostre collettive personali conseguendo con successo di critica unitamente ad alcuni premi nazionali.

Gianni Piva

Terrazza dAbruzzo

Gianni Piva
Terrazza d'Abruzzo
Tecnica mista olio, acrilico, smalti su tela, 100 cm x 120 cm
2007

 

BIOGRAFIA

Gianni Piva

Gianni Piva nasce a Treviso nel 1967 e da sempre manifesta una predisposizione per il colore e la pittura. Durante la giovinezza segue la famiglia viaggiando in diversi paesi del mondo; al termine degli studi inizia ad inseguire i suoi sogni: viaggi, moda, arte, cinema, teatro.

Una lunga e intensa permanenza ai Caraibi, immerso in una natura primordiale di straordinaria bellezza, ha liberato in Gianni Piva l’innato talento d’artista che andava liberandosi arricchito di colori e luci sfavillanti.

Le sue opere rivelano una profonda sensibilità poetica che, partendo dall’anima, esprimono intense vibrazioni cromatiche attraverso un segno deciso e foriero di vitalità artistica, gioia esistenziale, inno alla natura, ricchezza spirituale, un messaggio di speranza. Nel 2000 dopo i primi successi ottenuti negli USA, rientra in Italia incontrando galleristi e mercanti d’arte internazionali che diffondono le sue opere in tutto il mondo.

Gianluca Perna

La mia Shoa

Gianluca Perna
La mia Shoah
Colore autoportante acrilico, 230 cm x 160 cm
2013

 

Tunica di fuoco 

Gianluca Perna
Tunica di fuoco
Colore autoportante acrilico, 240 cm x 150 cm
2013

 

BIOGRAFIA

Gianluca Perna

Gianluca Perna è nato a Udine, Italia, nel 1972. Frequenta il liceo scientifico a Udine. Inizia, senza concludere, la facoltà di ingegneria. Diventa un imprenditore nel 1996. Ha iniziato la sua carriera artistica in gioventù: il primo lavoro può essere considerato educativo e raffigurano paesaggi, nature morte, cavalli, realizzati in vernice. Poi, dopo un’estate di studio presso il maestro Rinaldo Nimis nel 1985, gli stessi soggetti sono registrati in acrilico su tela. Per molti anni, dal 1987 al 2011, non produce nulla. In questo periodo si dedica con grande passione al settore della ristorazione, prima aprendo e gestendo tre ristoranti e ora nel campo della sicurezza sul lavoro anche fondando un’associazione di datori di lavoro, Assomicroimprese. Ritrova ispirazione nel 2011 e viene portato all’ espressione del concetto astratto senza tela, in modo del tutto innovativo e allo stesso tempo decisamente soggettivo.

Ciro Palumbo

La vita in volo

Ciro Palumbo
La vita in volo
Olio su tela, 150 cm x 120 cm
2011

 

BIOGRAFIA

Ciro Palumbo

Ciro Palumbo nasce a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico è ricco e poliedrico: la sua poetica prende l’avvio dalla poetica della scuola Metafisica di Giorgio De Chirico e Alberto Savino, per reinventare i fondamenti secondo un’interpretazione personale e del tutto originale. Le opere si presentano come palcoscenici in cui gli oggetti presenti sono portatori di simbologie oniriche. L’artista inizia la sua attività espositiva nel 1994 e ha al proprio attivo un centinaio di mostre personali in tutta Italia. Tra gli ultimi importanti riconoscimenti ricordiamo la presenza di sue opere all’interno della collezione della “Fondazione del Credito Bergamasco” e presso la “Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino” a Monreale (PA). Nel 2011 Palumbo ha partecipato alla 54 esima Biennale di Venezia, padiglione Piemonte. Hanno scritto della sua produzione artistica: Alberto D’Atanasio, Paolo Levi, Vittorio Sgarbi, Angelo Mistrangelo, Stefania Bison, Francesca Bogliolo. Attualmente lavora a Torino presso il suo Atelier.

Enzo Navarra

 Luomo del pozzo

Enzo Navarra
L'uomo del pozzo
Pittoscultura - Tecnica mista, legno bruciato, cenere, canne, 40 cm x 40 cm
2011

 

BIOGRAFIA

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Ha studiato a Napoli e a Venezia. La sua prima attività pittorica nasce nell’ambito della Nuova Figurazione, denunciando ascendenze che vanno dalla tradizione del paesaggismo napoletano al rigore del concretismo. Nei primi anni Settanta si trasferisce a Pordenone prima e a Trieste poi, come insegnante di Educazione Artistica nelle scuole medie e superiori. Alla metà del decennio, Navarra contribuisce alle istanze del Collettivo Lineacontinua Terra di Lavoro di Caserta, tese alla ridefinizione di una sintesi delle tendenze contemporanee nell’ottica di un’operatività estetica nel sociale. Sul finire del decennio Navarra realizza due interventi di grande rilievo, il primo – durato più di sei mesi – all’interno dell’Ospizio di Cordenons (Pordenone), assieme agli alunni della scuola media nella quale insegna, il secondo, nella stessa cittadina, attorno alle memorie di una filanda dismessa, in via di demolizione per far posto ad un quartiere residenziale. Esperienze di animazione, dalla forte valenza estetica che si concludevano con l’uso liberatorio di simboli. A questi anni appartengono inoltre la mostra personale del 1978 presso la galleria Sagittaria di Pordenone nel contesto della rassegna Arte Giovane, e la partecipazione al Festival internazionale “Linz città aperta" del 1979 con l’ azione “La strada del sale”. Nello stesso anno figura anche tra i partecipanti della “Biennale di Gubbio - Opera e materiali ”, nella sezione "Analisi del Territorio” e all’ "International Art Exibition” di Slovenj Gradec in Slovenia, nella sezione “Socializzazione dell’arte”. Intensa l’attività espositiva degli anni Ottanta segnata da mostre personali e partecipazioni collettive in Italia ed all’estero. Tra queste: al Festival Internazionale “Linz Città aperta”, Linz (Austria), 1979; Biennale di Venezia per “Il tempo del museo”, Venezia 1980, l’anno dopo espone a Roma, presso la Galleria d’Arte Moderna in occasione di “Arte e Critica”. Sempre nel 1980 è presente a Linz per il “Festival Galleria Maerz”; a Malo, Vicenza, presso il Museo laboratorio Casabianca, per la mostra “Segno/ambiente”, dove presenta l’installazione Historia. Ne1982 è invitato alle rassegne “Immaginario Riflesso” e di “Campania Felix”. Nel 1984 figura tra gli invitati alla mostra “Il disegno degli scultori” allestita nel contesto della “Festa Nazionale dell’Unità” di Roma, ad “Abitare il tempo, Verona 1993; Galleria Maerz, Linz 1986; Studio d’Arte Nadia Bassanese, Trieste 1987; Museo Revoltella Trieste 2007; Museo MiniMu, Trieste, 2009. Partecipa ancora a numerosi appuntamenti espositivi tra cui le più recenti sono, tra il 2010 ed il 2012, “L’uomo nel pozzo” presso il chiostro del Palazzo di San Galgano a Siena, “Carte contemporanee. Esperienze del disegno italiano dal 1943 agli anni Novanta” presso il Museo F.R.A.C. di Baronissi e “Memorie di Stromboli” presso l’Arte StudioGallery di Benevento diretto da Mario Lanzione. Vive e lavora a Trieste.

Bruno Munari

Bruno Munari dal ciclo il quadrato non è più lui

Bruno Munari
Il quadrato non è più lui
Acciaio verniciato, 30 cm x 73 cm x 8 cm
1996

 

BIOGRAFIA

Bruno Munari

Nato a Milano, Bruno Munari passò l'infanzia e l'adolescenza a Badia Polesine, dove i suoi genitori gestivano un albergo. Nel 1925 tornò a Milano per lavorare in alcuni studi di grafica. Nel 1927 cominciò a frequentare Marinetti e il movimento futurista, esponendo con loro in varie mostre. Nel 1929 Munari aprì uno studio di grafica e pubblicità, di decorazione, fotografia e allestimenti insieme a Riccardo Ricas Castagnedi, un altro artista del gruppo futurista milanese, firmando i lavori con la sigla R + M almeno fino al 1937.

Nel 1930 realizzò quello che può essere considerato uno dei primi mobile della storia dell'arte, noto con il nome di macchina aerea e che Munari ripropose nel 1972 in un multiplo a tiratura 10 esemplari per le edizioni Danese di Milano.

Nel 1933 proseguì la ricerca di opere d'arte in movimento con le macchine inutili, oggetti appesi, dove tutti gli elementi sono in rapporto armonico tra loro, per misure, forme, pesi.

Durante un viaggio a Parigi, nel 1933, incontrò Louis Aragon e André Breton.
Dal 1939 al 1945 lavorò come grafico presso l'editore Mondadori, e come art director della rivista Tempo, cominciando contemporaneamente a scrivere libri per l'infanzia, inizialmente pensati per il figlio Alberto. Nel 1948, insieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Galliano Mazzon e Atanasio Soldati, fondò il Movimento Arte Concreta.

Negli anni cinquanta le sue ricerche visive lo portano a creare i negativi-positivi, quadri astratti con i quali l'autore lascia libero lo spettatore di scegliere la forma in primo piano da quella di sfondo. Nel 1951 presenta le macchine aritmiche in cui il movimento ripetitivo della macchina viene spezzato dalla casualità mediante interventi umoristici. Sempre degli anni cinquanta sono i libri illeggibili in cui il racconto è puramente visivo. Nel 1954 utilizzando le lenti Polaroid costruisce oggetti d'arte cinetica noti come Polariscopi grazie ai quali è possibile utilizzare il fenomeno della scomposizione della luce a fini estetici. Nel 1953 presenta la ricerca il mare come artigiano recuperando oggetti lavorati dal mare, mentre nel 1955 crea il museo immaginario delle isole Eolie dove nascono le ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari, composizioni astratte al limite tra antropologia, humour e fantasia.

Nel 1958 modellando i rebbi delle forchette crea un linguaggio di segni per mezzo di forchette parlanti. Nel 1958 presenta le sculture da viaggio che sono una rivisitazione rivoluzionaria del concetto di scultura, non più monumentale ma da viaggio, a disposizione dei nuovi nomadi del mondo globalizzato di oggi. Nel 1959 crea i fossili del 2000 che con vena umoristica fanno riflettere sull'obsolescenza della tecnologia moderna.

Negli anni sessanta diventano sempre più frequenti i viaggi in Giappone, verso la cui cultura Munari sente un'affinità crescente, trovandovi precisi riscontri al suo interesse per lo spirito zen, l'asimmetria, il design ed l'imballaggio della tradizione giapponese. Nel 1965 a Tokyo progetta una fontana a 5 gocce che cadono in modo casuale in punti prefissati, generando una intersezione di onde, i cui suoni, raccolti da microfoni posti sott'acqua, vengono riproposti amplificati nella piazza che ospita l'installazione.

Negli anni sessanta si dedica: alle opere seriali con realizzazioni come aconà biconbì, sfere doppie, nove sfere in colonna, tetracono (1961-1965) o flexy (1968); alle sperimentazioni cinematografiche con i film i colori della luce (musiche di Luciano Berio), inox, moire (musiche di Pietro Grossi), tempo nel tempo, scacco matto, sulle scale mobili (1963-64); alle sperimentazioni visive con la macchina fotocopiatrice (1964); alle performance con l'azione far vedere l'aria (Como, 1968).

Infatti, insieme a Marcello Piccardo e ai suoi cinque figli a Cardina, sulla collina di Monteolimpino a Como, tra il 1962 e il 1972 ha realizzato pellicole cinematografiche d'avanguardia. Da questa esperienza la nascita della "Cineteca di Monteolimpino - Centro internazionale del film di ricerca".

Grazia Massa

Violenza

Grazia Massa
Violenza
Olio su tela, 50 cm x 70 cm
2006

 

BIOGRAFIA

Grazia Massa

Grazia (Graziamaria) Massa e nata a Udine, dove risiede. Fin da ragazza ha sentito il bisogno di esprimere i suoi sentimenti attraverso l’arte. Per un periodo ha rallentato l’attività artistica per motivi di lavoro e di famiglia. Da molti anni ha ripreso intensamente a dipingere. Ha seguito corsi di perfezionamento con pittori italiani e esteri presso “La libera Accademia Città di Cividale”, la “Scuola Internazionale di Grafica” a Venezia e a Berlino con il pittore Greg Murr. Le tematiche in cui si è cimentata vanno dal figurativo, paesaggi en plein air, nature morte, in particolare figura umana. Le tecniche sono varie: acquerello, olio, tempere, pigmenti vinilici, gouaches, smalti.

Dal figurativo è passata all’astratto dove esprime i propri sentimenti con il colore, forme semplici, segni, linee che le individua, principalmente, come "percorsi". Percorsi che si intrecciano, si interrompono, cercano di uscire da spazi definiti e che lasciano quasi attonito l’osservatore, ma nello stesso tempo desideroso di cercare nell’intrico il percorso della propria vita interrotto, alle volte, bruscamente. Il colore, le forme geometriche, le linee, i segni conducono ad una realtà interiore, esprimibile solo attraverso l’arte. 

Ha partecipato a concorsi di pittura classificandosi due volte prima, e una volta seconda, ultimamente ha ricevuto un Premio Speciale al Concorso Internazionale ''Premio Giotto'' a Padova (2009).
Nel 2007 ha partecipato alla 52^ Biennale di Venezia - Categoria Eventi - P3.
Nel 2011 è stata invitata a partecipare alla 54^ Biennale di Venezia - Categoria Eventi.
Nel 2010 ha partecipato al Concorso Internazionale ''Il Pennello d'Oro'' con la Gallery Italiaportray di Houda Oueslati a Sharjah (UAE) dove si è classificata seconda.

Diverse le recensioni che hanno trovato posto su riviste d’arte: Arte ed.Mondadori, Juliet; su quotidiani: Corriere della sera, Resto del Carlino Ferrara, Il Piccolo di Trieste, Messaggero Veneto, Il Gazzettino, La Repubblica, Il Tempo … Cataloghi dell’Arte Moderna n.42 - 43 - 44 - 45 - 46 (anni 2006/07/08/09 - 09/10) edito da G.Mondadori;Catalogo Internazionale “Europa in Arte” 2006/2007 ed. ECOM - 2008/2009 edito Platinum Collection; “Le Allusioni del Colore” testi critici di Paolo Levi ed. G. Mondadori 2009.
Numero 0 Novembre/Dicembre 2010 ''EFFETTO ARTE'' diretto da Paolo Levi - Catalogo Ufficiale ARTISTICA 2010. 
2011 ''EFFETTO ARTE'' periodico bimestrale d'arte e cultura diretto da Paolo Levi n.1 Gennaio - Febbraio 2011.

Hanno scritto di lei i critici: E. Santese, N. Zaccuri, A. Gaggiano, P. Rizzi, E. De Vita, R. Ferrari, V. Sutto, F. Mariotti, A. Tonari (Australia), G. Palmisano, P.Levi, C.Guidoni, S. Santuari.

Le mostre in varie città d’Italia e all’estero sono oltre un centinaio di cui quarantotto personali.

Luigi Masin

Posa

Luigi Masin
Posa
Olio su Juta, 80 cm x 60 cm
1992

 

BIOGRAFIA

Luigi Masin

E’ nato a Monselice (Padova). Diplomato presso il Liceo Artistico di Carrara (Massa) con il massimo dei voti, abilitato all’insegnamento, ha frequentato quattro anni di anatomia artistica. Nel 1978 è stato insignito, “ad honorem”, del titolo di “Accademico di Merito” dell’ Accademia dei 500 di Roma 

Il 14 novembre 2000 è entrato a far parte, come “Accademico”, nella Pontificia Accademia Tiberina di Roma divenendone nel 2006 “Maestro Accademico”. Nei suoi trascorsi 45 anni di intensa attività artistica ha partecipato, ed attualmente partecipa, a rassegne e concorsi internazionali ottenendo numerosissimi riconoscimenti e consensi critici sia nel campo artistico pittorico, scultoreo e di designer.

Le sue opere di pittura e di scultura figurano in numerosi musei d’arte moderna nazionali ed internazionali , gallerie d’arte contemporanea in Italia ed all’estero, università e collezioni private. Famosi ed unici, sin dall’inizio della sua attività artistica, sono i suoi “olii su sacco”, così come, dal 1986, le sue “serigrafie ad olio su sacco”.

Affascinato da sempre dalla grafica, dal segno pulito, chiaro e semplice, il suo “design”, legato all’arte orafa, è un esempio di maestria che unisce dinamismo e sobrietà sprigionando effetti di vibrante luce.

Le sue opere  in bronzo sono espressione di grande forza interna che si libera attraverso un plasticismo espressivo che infonde sicurezza  e tranquillità d’animo . 

Parafrasando in poche parole il suo credo artistico pittorico e scultoreo: “luce, colore e plasticità cromatica” sono elementi puntualmente presenti in ognuna delle sue opere .

Angelo Giannelli

Tulipani Gialli

Angelo Giannelli
Tulipani Gialli
Olio su tela, 100 cm x 90 cm
1986

 

BIOGRAFIA

Angelo Giannelli

Angelo Giannelli è nato a Cecchini di Pasiano nel 1922. Frequenta il Liceo Artistico di Venezia, diplomandosi nel 1940; si iscrive poi all’Accademia di Belle Arti, dove è allievo di Bruno Saetti. Nel marzo del ’42 è costretto ad interrompere gli studi, chiamato alle armi in aeronautica. L’8 settembre del ’43 , a Rodi, viene fatto prigioniero dei tedeschi, riesce ad evadere e ripara in Turchia. Dopo varie traversie rientra in Italia con truppe cobelligeranti, e infine tona a casa: Riprende a insegnare, conclude l?accademia nel 1947, nel ’48 si sposa con Anna Sartori. Negli anni ’50 la sua pittura, che si fa vedere in una decina di personali oltre che a Pordenone anche a Udine, Gorizia, Treviso è impostata su colori caldi e squillanti e traduce tematiche di feste popolari, di scorci cittadini, di nature morte ricche di colore e di ritratti solidi e psicologicamente vivi. Questo stesso colore si ispessisce, si fa più profondo e denso nel corso degli anni Sessanta, diventa da melodico a sinfonico e dà vita ad una serie di opere molto riuscite che culminano nel ciclo cosiddetto “proustiano”, in cui l’artista elabora temi relativi alla giovinezza e alle sue inquietudini. Una mostra di queste opere, portata a Milano alla galleria “Sagittario”, viene commentata molto positivamente da critici quali Carlo Munari, Luigi Serravalli, Mario De Micheli. In particolare quest’ultimo afferma che la sua pittura è “energica, franca, ben definita”. Che c’è in lui il senso delle cose e dell’ambiente “ che sa rendere con un colore che vive tra evocazione e naturalità”. Giannelli continua a lavorare intensamente, variando continuamente i suoi temi preferiti ma anche impegnandosi in gruppi di opere che affrontano temi specifici di significato anche direttamente civile: sono i cicli dedicati alla Pedemontana avianese, alla vita operaia (i Turni di notte) le opere sulla guerra del Vietnam, quelle relative al tema della malattia mentakle, quelle dedicate ai paesi e alla gente di Puglia, terra d’origine del padre. Il lavoro dell’artista, che comprende anche tanti bellissimi disegni, continua fino alla sua scomparsa nel 2005, inframezzato ancora da alcune importanti antologiche tra cui centrale quella presso la galleria Sagittaria di Pordenone nel 1987, curata da Franco Solmi, e da numerose mostre collettive, tra le quali citeremo il premio Marzotto, Il Premio Michetti, la Biennale d’Arte Triveneta di Padova le Intart e Intergraf di Udine, Lubiana, Klagenfurt, ecc.

Pietro Galliussi

Maternit n.83

Pietro Galliussi
Maternità n. 83
Legno multistrato e anilina, 51 cm x 105 cm x 6 cm
1986

 

 Famiglia

Pietro Galliussi
Famiglia
Legno multistrato e anilina, 33 cm x 102 cm x 6 cm
1982

 

BIOGRAFIA

Pietro Galliussi

Pietro Galliussi è nato nel 1930 a Pozzuolo del Friuli (Udine) dove risiede e dove ha aperto al pubblico lo studio di Terenzano, con mostra permanente di pittura, scultura e grafica. Pittore, scultore, grafico, autodidatta, ha ottenuto tra personali e collettive circa quattrocento mostre nazionali e internazionali. E’ praticamente noto nell’ambito dell’avanguardia delle Arti Visive, di cui è uno dei protagonisti. Nella sua ricerca continua e instancabile ha saputo entrare nello spirito del mondo contemporaneo e delle sue domande esistenziali ha esordito come narratore della civiltà contadina, che ha saputo rappresentare negli oggetti, nelle figure maschili e femminili, nei paesaggi. Fin dalla fine degli anni sessanta ha cominciato ad indagare il mondo e il suo profondo mistero, non accontentandosi più di quello che vedeva, ma volendo piuttosto scrutare la realtà che non si vede e il pensiero. Rappresentare il pensiero nella pittura è una sfida improbabile ma Galliussi ci ha provato con progettualità iterata. Innumerevoli sono i premi, le pubblicazioni e le partecipazioni a mostre personali e collettive in campo nazionale e internazionale, è citato da critici di calibro internazionale. Le sue opere sono state acquisite sia da enti pubblici che da collezionisti privati.

Carlo Fontana

Stella con quattro stelline

Carlo Fontana
Stella con quattro stelline
Acrilico su tela, 100 cm x 100 cm
2011

 

BIOGRAFIA

Carlo Fontana

Carlo Fontana è nato a Napoli nel 1951; vive e lavora a Casier (TV).

Compiuti gli Studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, Carlo Fontana dipinge forme ed oggetti quotidiani, forme ed archetipi del mondo mediterraneo, illuminati da una luce abbagliante, scomposta nei colori dell'iride attraverso nua struttura sfaccettata, in una pittura pastosa, luminosa e densa, ottenuta facendo uso di pigmenti sciolti nell'olio di lino cotto. La casa, l'albero, la caffettiera napoletana sono soggetti ricorrenti, collocati in un ambiente inondato di sole e bagnato di mare azzurro, come quello di Napoli, sua terra d'origine. Gli interni domestici sono affiancati dagli esterni, scorci di qualche ponte, di qualche isola veneziana non ben definita, ora il mulino a vento e seppure non vi è alcuna presenza umana l'uomo, l'ingegno dell'uomo, è presente nell'architettura e negli oggetti che ha costruito. Solo negli ultimi anni è comparsa la figura umana nei suoi lavori per sottolineare il rapporto con l'ambiente e per giungere nel ciclo Vogando e a sviluppare un rapporto tra mente e corpo e spazio circostante.

Fabio Fonda

Azzurro Capovolto Cielo

Fabio Fonda
Azzurro Capovolto Cielo
Digital Art su Arazzo, 120 cm x 80 cm
2013

 

BIOGRAFIA

Fabio Fonda

Fabio Fonda, triestino, medico cardiologo, nasce artisticamente dalla frequentazione di Cernigoj, Kravos e Vecchiet e dall’amicizia con Spacal. Negli anni Settanta si perfeziona con Licata sulle tecniche sperimentali ispirate dalla ricerca di Goetz, presso la Scuola Internazionale di Grafica a Venezia. Nei segni grafici che produce in quegli anni si percepisce l’imprinting dei Vedova, Hartung, Scanavino, imprinting che permane anche nella matrice creativa successiva che trova un forte riferimento all’immaginario mondo della innovazione targato Man Ray. Negli anni '80 Fonda produce una serie di “grafiche” basate sull’acquisizione di immagini statiche da oggetti comuni, passati alla fotocopiatrice, completando la ricerca sulle matrici “sintetiche alla Cartesius, con il sostegno di Bruno e Valentino Ponte. Ne segue una pausa, espositiva più che ideativa, dovuta all’impegno professionale, che dura fino al 2003 quando riprende la produzione di nuove guache, di stampe a controtipo, di interventi pittorici su foto. Nasce allora l’idea dell’intervento digitale che diventa sempre più esteso e prevalente, fino ad assumere identità e dimensione proprie nella pittura digitale sicché il personal computer di oggi è solo un passaggio lungo un percorso artistico lineare, coerente, mai interrotto dal tempo né deviato, anzi contaminato e sostenuto, dal profilo professionale.

Marisa Falbo

Protezione

Marisa Falbo
Protezione
Olio e acrilico su tela, 70 cm x 50 cm
2013

 

BIOGRAFIA

Marisa Falbo

Marisa Falbo nasce a Palermo, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Istituto d’Arte. La sua attività di pittrice e grafica inizia sin da giovanissima; sperimenta tutte le tecniche esistenti possibili; fa  esperienze particolari come "l’animazione" e le sue ricerche pittoriche e grafiche si orientano verso gli insetti, in particolare sulle farfalle e locuste. Presenta così le sue opere in numerose Collettive e Personali in Italia ed all’Estero, riscuotendo ampi successi di critica.  

Si abilita all’insegnamento dell’Educazione Artistica, insegnando solo per 3 anni, poi decide di dedicarsi interamente alla sua arte.

Il filone che segue inizialmente è quello surrealista, che nel tempo si  trasforma in simbolismo.  In questi ultimi tempi la tematica da lei trattata è il “fiore della vita” il cui simbolo viene incorporato nella maggior parte delle sue texture pittoriche.

Nel 1979 inventa la “Osmografia”, nuova tecnica che presenta nel 1981 per la prima volta a Firenze sul tema “Contaminazione secolare”, con una Personale alla Galleria “Il Cenacolo”, quindi a Milano nell’82 con una mostra dal titolo “Artisti in Galleria”, Isart Collection”. 

Nello stesso anno vince il “Premio Scogliera” indetto dalla: Isart Collection (MI). 

Le sue opere si trovano anche presso Enti, Comuni e Pinacoteche Italiane e straniere.

Stralcio critico: “L’autrice è alla ricerca della “sublimazione della materia”, e già in un arco di esperienze di per sé eccezionali ed inquietanti, ci sottopone i rapporti che la determinano. Marisa Falbo è donna di cultura, cosciente di quel turbamento che è la vita, la sofferenza e le risorse per rigenerarsi. Nelle sue opere di estrema eleganza ed originalità, troviamo “tessuti filtrati” quasi onirici, dove è costante il desiderio di tradurre quello che è il miracolo della “Grande Opera Filosofica”. Come diceva Ermete Trimegisto: “Ciò che esiste in basso è come quello che esiste in alto”.

Riccardo Dalisi

Seddiolina

Riccardo Dalisi
Seddiolina
Tecnica povera-Design partecipativo, 65 cm x 65 cm x 37 cm
1974-1975

  

Slancio

Riccardo Dalisi
Slancio
Ferro battuto a cassetta, 125 cm x 45 cm x 30 cm
2013

 

BIOGRAFIA

Ricardo Dalisi

Nato a Potenza il primo maggio del 1931, ha ricoperto la cattedra di Progettazione presso la facoltà di Architettura di Napoli. Presso la stessa facoltà è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale.

Negli anni settanta, assieme a Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e altri, è stato tra i fondatori della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva tutti i gruppi e le persone che in Italia coprivano l'area più avanzata della cosiddetta “architettura radicale”. Da sempre impegnato nel sociale (resta fondamentale l’esperienza del lavoro di quartiere con i bambini del Rione Traiano, con gli anziani della Casa del Popolo di Ponticelli e, negli ultimi anni, l’impegno con i giovani del Rione Sanità di Napoli), ha unito ricerca e didattica nel campo dell’architettura e del design accostandosi sempre più all’espressione artistica come via regiadella sua vita. 

Nel 1981 ha vinto il premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana. Negli ultimi trent’anni si è dedicato intensamente alla creazione di un rapporto sempre più  articolato e fecondo tra la ricerca universitaria, l’architettura e il design, la scultura e la pittura, l’arte e l’artigianato, mantenendo al centro la finalità di uno sviluppo umano attraverso il dialogo e il potenziale di creatività che ne sprigiona. Nel 2009, dopo una lunga ricerca preparativa, ha promosso la prima edizione del “Premio Compasso di latta”, iniziativa per una nuova ricerca nel campo del design nel segno del sostegno umano, della ecocompatibilità e della decrescita. Nel 2012 il suo libro Acqua dueO a vinto il Winner of Green Dot Awards di Los Angeles per la sostenibilità ambientale.

Diverse mostre dedicate alla sua attività di architetto, di designer, di scultore e di pittore sono state allestite in Italia e all’estero. Tra queste citiamo: la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, il MoMA di New York, la Biennale di Chicago, il Museo del Design di Denver, il Museo di Copenaghen, il Museo di Arte Contemporanea di Salonicco, Palazzo Reale di Napoli, la Galleria Lucio Amelio di Napoli, la Fondazione Cartier di Parigi, il Museo delle Arti Decorative di Montreal, il Tabak Museum di Vienna, il Museo Zitadelle Spandau di Berlino, Castel dell’Ovo a Napoli, la Reggia di Caserta.

Adriano Cipolletti

Nel cuore ti raggiungo

Adriano Cipolletti
Nel cuore ti raggiungo
Tecnica mista su tela, 70 cm x 100 cm
2014

 

BIOGRAFIA

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Adriano Cipolletti (17/08/1950) nasce, vive e lavora a Sinalunga, un bellissimo centro in provincia di Siena pieno di tradizioni e di energia, come è indole delle genti di val di Chiana. Attivissimo artista a tutto campo ed uomo di profonda cultura, Poeta, Pittore e Scultore della scuola toscana, dipinge da diversi anni scegliendo temi e stili differenti e soffermandosi in esperimenti continui tesi alla ricerca del bello e dell’originalità totale. Le sue tante opere si suddividono in Serie distinte, le più recenti: “Sommersi”, “Reticoli”, “Scacchiera”, “Graffiti” ed “Architettura Moderna”, e le più classiche e datate ma sempre bellissime: “Intrecci” e “Paesaggi”. L’artista, da buon macchiaiolo, ha prodotto in passato svariati paesaggi toscani, riproducendo la natura tipica di queste zone, con campagne ricche di casolari solitari e cipressi. Gradualmente è passato poi in maniera del tutto naturale a panorami diversi "ultra moderni", vere e proprie visioni particolari, piene di incredibili accostamenti di colore (Serie Architettura Moderna ). Sogni, o meglio incubi, che hanno ispirato lavori incredibili, tanto da sembrare guidati da una mano ultra terrena, soggetti contraddistinti immancabilmente da una forte vena di drammaticità. Il più esperto e noto critico d’arte senese Gilberto Madioni, emozionato nel descrivere questo genere di quadri, asseriva che l’autore fosse ispirato da terribili premonizioni sul nostro futuro, che vedeva devastato da cataclismi, eventi disastrosi e guerre nucleari, che nel prossimo futuro avrebbero reso il mondo privo di vita e ridotto ad un ammasso di ruderi e di detriti inanimati. Nella sua vasta produzione non manca certo la creazione di sgargianti soggetti floreali, fatti a modo suo come i panorami, ma sempre belli, coloratissimi ed ipnotici ed amati in particolare dal gentil sesso. La chicca migliore emerge nei suoi astratti ( Serie Intrecci ) veri e propri capolavori che, in alcuni casi, si avvicinano molto allo stile del più famoso Polloch, vere e proprie esplosioni di colore su tele anche di dimensioni considerevoli ( fin oltre 4 metri ). In tutti i casi le sue opere si distinguono e restano inconfondibili per il tratto particolare e per la presenza di colori magici e brillanti scelti e legati con abilità e maestria unica. Entrare nella sua galleria fa tremare di rispetto e di piacere insieme, sentimenti diretti verso questo incredibile pittore e verso l’insieme delle sue opere: un vero e proprio “Paese delle Meraviglie”. Tutto questo fa di Adriano Cipolletti un ottimo ed irripetibile interprete del colore e della creatività, un personaggio infaticabile, che con la sua arte e col suo carattere dolce ed amorevole ha conquistato centinaia di interlocutori esperti o meno, tutti concordi nel dichiararlo un grande uomo nonché un vero e proprio Genio dei nostri tempi.

Gianni Borta

Lilium nel delta del Mekong Vietnam

Gianni Borta
Lilium nel delta del Mekong Vietnam
Olio su tela, 100 cm x 100 cm
2014

 

BIOGRAFIA

Gianni Borta

Gianni Borta é nato e vive a Udine con studio in Piazzale Chiavris 21 e a Milano in Via Mascheroni. É considerato un protagonista di quella che é ormai conosciuta come arte naturalistica; per i temi trattati e i risultati conseguiti, comincia ad essere visto come un caposcuola. Espone dal 1961. Ha partecipato a 850 esposizioni in Italia ed all’Estero conseguendo 220 affermazioni tra premi nazionali ed internazionali. 

Presente nelle più importanti rassegne artistiche: 

Biennali, Trivenete, Quadriennale, Nazionale di Roma, Suzzara, Arte Fiera di Bologna, Expo Levante a Bari, Kunstmesse 1979 a Basilea, Fiera di Wash – Art Fair Washington (U.S.A.), 15ª Biennale Internazionale di Grafica a Lubiana (SLO), “Mithos Italien” e “Kunst aus Italien” (dal futurismo alla Transavanguardia) a Müchen, 1° Grand Prix Alpe Adria Galerija Tivoli a Lubiana, Fiera Internazionale di Francoforte, Fiere d’Arte di Padova, Vicenza e Artes di Udine, Tüyap Istambul Art Fair Mak-Kunst Wien 96. Biennale di Grafica a Cracovia. 
Ha tenuto 160 personali nelle principali città (Milano, Genova, Roma, Bologna, Venezia, Verona, Firenze, Trieste, Padova, Torino, Bruxelles, New York, Londra, Parigi, Caracas, Monaco di Baviera, Rosenheim, Heidelberg, Grenoble, Lione, Amsterdam, Basilea, Solingen, Praga, Istambul, Vienna. 

In campo internazionale ha partecipato a mostre in Austria, Jugoslavia, Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti d’America, Svizzera, Australia, Belgio, Venezuela, Argentina, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Turchia ecc. Sue opere in musei, Enti e Istituti Pubblici.

Dedicate alla sua opera trasmissioni radio televisive. Numerose opere d’arte realizzate in edifici pubblici: mosaici in scuole, piazze, monumenti, case circondariali, ospedali, impianti sportivi e giudiziari. 

Notevole attività anche come grafico, disegnatore, illustratore di libri, manifesti e riviste. La sua attività é documentata presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e l’Archivio per l’Arte italiana del Novecento, a Firenze “Kunsthistoriches Istitut in Florenz”. 

Per maggiori infromazioni visita il sito di Gianni Borta

Valerio Capoccia

Il Peccatore

Valerio Capoccia
Il Peccatore
Peperino Pietra, 34 cm x 36 cm x 41 cm
2012
 

BIOGRAFIA

Valerio Capoccia

Valerio Capoccia è nato in una fattoria della campagna di Alvito circa mezzo secolo fa, qui è vissuto fino al 1965 e si è trasferito prima a Milano e poi nel 1969 a Roma per seguire gli studi universitari di ingegneria. Dal 1976 ai primi anni 90 è stato un pioniere dell'informatica quale direttore commerciale di alcune aziende del settore. Aveva imparato a scolpire in età infantile quando, con una vecchia lima ed un martellaccio, realizzò alcuni abbeveratoi di pietra, ma la Passione per la scultura si è manifestata nei primi anni '80, come reazione allo stress lavorativo, quando, sposato da poco e con due figlie piccole, ha deciso lasciare Roma per trasferirsi a Marino, dove ha trovato alcuni massi di peperino nel giardino di casa, poi, con la guida di Salvatore Meli, storico docente di scultura alla Accademia di Roma,ha affinato le tecniche e approfondito  le sue ricerche storiche artistiche e sui materiali. Oggi ha alle spalle una lunga carriera di scultore, ha eseguito numerosissimi lavori sui più differenti materiali tra cui il prediletto basalto con il quale, per via "di levare" approda ad uno stile marcato in cui le figure, i volti, riaffiorano da una vita arcana. Si assottigliano in forme allungate dalle bocche sorprese e spalancate come a segnare la meraviglia dell' esser nate. Il suo scalpello ne definisce le fattezze asciugandone all' essenziale i tratti, levigandole con eccellenza in un' iconica fissità. E così le loro sembianze, sublimando un processo artistico di millenni, si scarnificano fino ad un'essenza totemica, ad un primitivismo memore di una originaria matrice etrusca, egizia o classica fino ad esaltarsi in una personalissima qualificazione somatica di estrema modernità. Oggi, un po’ solitario, vive in una grande casa-laboratorio-galleria e oltre alla passione artistica coltiva numerosi alberi da frutta, e si dedica alla cura il giardino. 

Monica Campanelli

Assenza

Monica Campanelli
Assenza
Acrilico a spatola su tela, 100 cm x 120 cm
2012
 

BIOGRAFIA

Monica Campanelli

Nata a Roma `11 luglio 1968, si laurea in Lettere e Filosofia con indirizzo in Storia dell`Arte nel 1997. Si specializza in Didattica Museale nel 1999. Frequenta l'Università Gregoriana per un corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali della Chiesa. 

Professoressa di Storia dell`Arte per aver vinto il concorso statale.

Espone per la prima volta a Roma presso l'Università Pontificia del 'Seraphicum'. Succesivamente: Mostra al Teatro dei Dioscuri al Quirinale di Roma gestita dal MIBAC intitolata 'Le Quattro Stagioni'; Esposizione alla Galleria Echeoni in Via Margutta a Roma; Esposizione al Castello dei Malaspina a Massa; Spazio Domus Talenti di Roma; Galleria Mariana Paparà di Torino; Chiostro di San Nicolò a Spoleto per tre anni consecutivi; Galleria Morgan di Gaeta; Galleria WunderKammer di Berlino; Galleria Voroscilov di San Pietroburgo; Isabella Stewart Museum di Boston; Galleria Monna Lisa di Parigi

Ha perfezionato le tecniche del restauro ad affresco. 

Esegue critiche d`arte riferite ad artisti come Franco Costa, Gianni Piva, Sandra Giovannini, Valan e via via tanti altri assumendo `in pratica` il titolo di critico d`arte. 

Membro del Comitato Scientifico della Urbis et Artis di Roma come condirettore artistico della rivista bimestrale d`arte. 

Come Tender Museale recensisce Mostre che la portano in tutta Italia e spesso in Europa. 

Segue personalmente sulla rivista International Urbis et Artis la rubrica Atelier Insight vantando interviste esclusive di artisti e personaggi di grande rilievo culturale. 

Sta affrontando la prima fatica editoriale raccogliendo tutte le interviste dei grossi nomi in un libro. Non ultimo, svolge il difficile ruolo di mamma con i suoi tre figli.

Arrigo Buttazzoni

Io come Francesco

Arrigo Buttazzoni
Io come San Francesco
Olio su tela, 180 cm x 120 cm
1982
 

BIOGRAFIA

Arrigo Buttazzoni

Arrigo Buttazzoni (San Daniele del Friuli, 1947 - Moruzzo, 2012) pittore e disegnatore di grande competenza tecnica è presente nell’arte friulana e italiana a cavallo del duemila con precisa riconoscibilità. La partenza è sotto il segno di un diffuso naturalismo friulano che in lui si esprime particolarmente attraverso il simbolo delle radici. Negli anni successivi la riflessione si sposta più direttamente sul sociale, attraverso le metafore del manifesto strappato e del camion, segni evidenti dell’umana inquietudine esistenziale. Dopo l’intermezzo di “Gran fabula”, comunque di straordinaria proprietà tecnica, l’artista si libera nella lunga serie delle “costruzioni di luce”, che sono ricerca di una libertà anche fantasticamente, oltre che pittoricamente, realizzata.

Seguono infine composizioni cromatiche le quali, pur esprimendo il piacere della pittura, non si riducono mai a pura esercitazione formale. Numerosissimi sono premi e partecipazioni a mostre collettive e personali a livello internazionale. Di lui hanno scritto tanti critici di caratura nazionale e internazionale.

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